Osservatorio Innovazione

I servizi al centro


E’ possibile considerare la propensione ai servizi come un continuum tra una strategia di diversificazione dei prodotti ed una di ampliamento della base clienti, attraverso una offerta di “soluzioni” integrate al prodotto[1].

L’integrazione tra servizi e produzione può essere esaminata guardando alla quota di servizi delle imprese maggiormente specializzate in prodotti finiti. Le imprese che realizzano prevalentemente prodotti finiti (incidenza sul fatturato superiore al 50%), nel 21% dei casi vendono anche parti complesse, sistemi o componenti (in particolare componenti meccatronici); sale invece al 35% la quota di queste aziende molto specializzate in prodotti finiti che fornisce anche servizi di supporto o assistenza (soprattutto nei servizi ad alta conoscenza).

Sulla base dell’indice di propensione ai servizi, il 53% delle imprese ha una elevata propensione ai servizi (sopra la media) in termini di prossimità con il cliente, interoperabilità, innovazione che nasce da relazioni utente/produttore.

 

Verificando la propensione per i servizi per le imprese del campione con una elevata specializzazione sui prodotti finiti (oltre il 50% sul fatturato) e le imprese con una alta specializzazione sui servizi (oltre il 30% sul fatturato), che assommano all’11% del campione, è possibile affermare che in Emilia-Romagna i “servizi al centro” si accompagnano con una maggiore quota di fatturato generata dai servizi.

I “servizi al centro” (propensione ai servizi superiore alla media) si associano per tutto il campione con:

  • investimenti superiori in R&D: 472 mila euro in media di investimenti immateriali per le imprese con alta propensione per i servizi (4 volte la quota delle imprese con bassa propensione)
  • maggior valore aggiunto procapite: 72 mila euro procapite per le imprese con elevata propensione ai servizi
  • maggiore apertura all’innovazione (sulla base dell’indice di innovation climate)
  • maggiore probabilità di ricadere nel profilo di leadership tecnologica: 35% contro il 19% delle imprese con bassa propensione ai servizi